lunedì 31 luglio 2017

Cotolette di tofu e pane fritto



Questa ricetta è semplice e veloce. Può essere un secondo piatto ottimo per soddisfare qualche voglia sfiziosa, per una cena o un pranzo domenicale, magari accompagnato da patatine fritte e mayonese fatta in casa. Con una bella fetta di melanzane alla parmigiana, giusto per ''restare leggeri''.

Per una persona
80 gr di tofu al naturale
pastella di farina di ceci
semi di sesamo
un biscotto di grano integrale
olio di semi di soia
salsa di soia

Per cominciare, tagliamo il panetto di tofu in tre parti sottili e condiamo con un filo di salsa di soia.
Prepariamo la pastella di farina di ceci abbastanza densa e teniamola da parte.
Passiamo le fette nella pastella e poi impaniamo con i semi di sesamo.
Friggiamo in padella con un filo di olio caldo, due minuti per lato.
Bagniamo leggermente il biscotto di grano, fino ad ammorbidirlo, poi lo passiamo nella pastella di farina di ceci e in padella.
Il tutto è pronto quando è dorato e croccante.


martedì 25 luglio 2017

Gnocco fritto

Gnocco fritto alla canapa
con marmellata di cipolle di Tropea





Ebbene si', lo ammetto, mi piace assaje far incontrare Nord e Sud in cucina, a mezza strada.
La cucina credo sia proprio un incontro di culture e sapori, idee e consigli, ricette che si tramandano. La cucina vegana, per gli esperimenti culinari e la riscoperta di antiche ricette tradizionali italiane, è forse la più ricca e la più divertente, al contrario del pensiero più comune.
Lo gnocco fritto è un piatto tipico dell'Emilia Romagna e invece direttamente da Tropea mi sono appena arrivate le rinomate e dolcissime cipolle.
Se non è un viaggio questo...



Per le cipolle in agrodolce
una grossa cipolla rossa di Tropea
due cucchiai di olio e.v.o.
due cucchiai di aceto di mele
due cucchiai di zucchero
un pizzico generoso di sale

Per gli gnocchi
300 gr di farina 0
150 ml di acqua
mezzo cubetto di lievito di birra
un cucchiaino di zucchero
un cucchiaino di succo di agave
un pizzico di sale
un cucchiaino di farina di canapa

abbondante olio per friggere

Mondare la cipolla e lasciarla sbollentare a pezzi in acqua bollente per mezz'ora.
Aggiungere la cipolla cosi' ammorbidita in padella con un filo di olio. Sfriggere e poi sfumare con l'aceto, dopodiche aggiungere il resto degli ingredienti e lasciare appassire e asciugare, fino a raggiungere la consistenza della confettura.
Conservare in frigo.

Nel frattempo, sciogliere il lievito in un bicchiere d'acqua con un pò di zucchero e il succo di agave.
Creare un lievitino, mescolando con la frusta la farina poco alla volta.
Deve risultare denso, morbido, ma non troppo liquido.
Lasciare lievitare 30 minuti e poi reimpastare con il resto della farina, un cucchiaino di farina di canapa, un pizzico di sale e un filo di olio extra vergine di oliva.
Io lascio lievitare in frigo 24h e poi altre 3h in forno spento, coperto da un panno umido.
Ora siamo pronti per stendere la pasta e formare gli gnocchi, che in realta' devono essere tagliati a forma di rombo.
Friggere in abbondante olio di semi, finchè non saranno belli gonfi e dorati.

Servire con la marmellata di cipolle di Tropea e magari con qualche scaglia di formaggio di anacardi. 

lunedì 26 giugno 2017

REGINELLA A POSILLIPO. Il ristorante dove se non ordini quello che ti dice il cameriere, vieni trattato a "pesci (freschi) in faccia".

REGINELLA A POSILLIPO. Il ristorante dove se non ordini quello che ti dice il cameriere, vieni trattato a "pesci (freschi) in faccia".


Nonostante le pessime recensioni recenti e i prezzi esorbitanti, non è la prima volta che vado in questo ristorante, sia per la pizza che per la vista impagabile.
Quindi decido di portarci il mio compagno e mia suocera, per festeggiare san Giovanni.
Prenoto ad inizio settimana per assicurarmi un posto panoramico per sabato 24 all' una. Arriviamo con 5 minuti di anticipo e ci fanno scegliere fra due tavoli, uno in un angolo del balcone pieno di sole e un altro che ci consigliano vivamente ma è in seconda fila. La terrazza è comunque aperta sul golfo, a mia suocera va bene lo stesso, quindi ci accomodiamo. Rifiutiamo gli antipasti di pesce insistentemente offerti da un cameriere in panciotto, dicendo che vorremmo direttamente due primi ai frutti di mare, una pizza e tre birre. Il cameriere diventa visibilmente insofferente. Gli chiedo se é possibile una delle pizze del menù, con pomodori a pacchetelle, peperoncino e basilico, senza la provola.
"Senza provola. Con la mozzarella?"
"No. Senza provola e basta. SEnza mozzarella, senza formaggi."
"Ma è un pó piccante questa''
"eh, appunto."
"Va bene"
"va bene, grazie". Nell' attesa ci godiamo il fresco della terrazza, che comincia a riempirsi. Dopo un quarto d'ora, arriva la pizza con la mozzarella, che restituisco subito al cameriere, evidenziando di averla chiesta senza (forse si é dimenticato nel tragitto??!?!?).
"Ma nn si può fare" "eh me lo dicevate prima, quando ve l'ho chiesto"
 torna indietro con la pizza, mentre arrivano i primi.
Comincia una diatriba sul mio caso tra diverse persone intorno alla cassa. Mi guardano, discutono. Il cameriere torna e mi chiede
"quindi", come voglia sostituire la pizza. Io chiedo quale pizza mi possono fare, visto che in ogni caso non metterei la mozzarella e la risposta è: "scegliete una pizza che sta scritta qua sopra", portando nuovamemte il menù. Passa un altro cameriere vicino al nostro tavolo, che si ferma più garbatamente, senza fascia in pancia e con gli occhiali.
Gli pongo il problema, chiedendo come mai non posso avere la pizza senza provola, ma con il pomodoro sopra, altrimenti non so quale altra pizza posso scegliere. Si prende il menù, va vicino alla cassa, discutono un attimo, torna al tavolo e finalmente mi spiega che i pomodori sono già mantecati in padella con la provola. Avevo visto un' altra pizza da menù bianca, provola e melanzane grigliate, quindi chiedo se quella si potrebbe fare... "quindi una focaccia con le verdure grigliate si può fare??'' "Certo! " "allora va bene, grazie mille! Gentilissimo!"
I miei commensali cominciano a mangiare, altrimenti la pasta diventa brutta, ma quando ormai i primi sono quasi al termine la mia pizza non si vede. Dopo 20 minuti, ritorna il cameriere gentile, spiegandomi che si è andato ad interessare e stavano preparando le verdure grigliate (dunque da menù, ma assenti in cucina), per questo ci stavano mettendo un pò di tempo in più.
Dopo altri 10 minuti, ordino uno sfizio della regina e un' altra birra. Sono ormai le 13.50, io sono digiuna con due birre in corpo e non arriva nemmeno il fritto, il fresco della terrazza comincia a lasciare il posto alla calura della "contr'ora" napoletana e dell'alluminio anotizzato. I miei commensali hanno finito di mangiare da mezz'ora, quando sono ormai decisa a chiedere il conto e andare a mangiare a casa, vedo maneggiare delle zucchine grigliate e una spolverata di basilico.
Arriva il primo cameriere con la mia pizza, sciogliendosi un pò, dice "avete messo in crisi il pizzaiolo oggi" (per così poco!!) Rispondo "vi chiedo scusa per il disagio e grazie mille!" ( ma non doveva chiedere scusa lui a me?  Ma il disagio non l'ha creato Lui a me? Ma il cliente una volta non aveva sempre ragione? ?")
Ovviamente, il piattino infimo di fritti arriva quando io ho ormai quasi concluso la mia focaccia!
Tral'altro la pizza era una Buona pizza, morbida e saporita.
Non tutti sanno fare una buona pizza bianca senza bruciarla, era una delle migliori, non superlativa, ma fatta bene, ma poi questo non è il vostro lavoro??
Il mio, invece , è anche fare verdure grigliate, lavorando in cucina da 15 anni!  Quindi so benissimo che ci vogliono al massimo 2 minuti per lato, in una stessa grigliata, soprattutto per un piatto solo!!
Quindi, se devo stare a tavola a guardare gli altri commensali che mangiano o me lo dite prima,  o almeno mi date una buona spiegazione!
E poi non voglio pagare 74 € alla fine!!
Penso proprio che il mio rapporto con Reginella sia finito qua!
A meno che, la prossima volta, non riescano almeno, dopo 6anni che ci provo, a farmi mangiare sul balcone della sala di sotto (a quanto pare, mission impossibile) .
Mogavero. Erika Mogavero. Parapparaaa pararaaa

martedì 13 giugno 2017


CREPES  IN FIORE





La farinata è un piatto molto antico e anche tipicamente italiano, o meglio molto diffuso nel Mediterraneo, sia al posto del pane che come companatico. Realizzata con farina di ceci e acqua, questa può assumere varie forme all’interno della cucina vegana, diventando anche un ottimo sostituto di pietanze a base di uova: oggi vedremo quindi come preparare delle buonissime crepes vegan, una delle ricette base della cucina cruelty free.
Le crepes senza uova saranno preparate sostituendo la classica farina con quella di ceci, rendendole così anche più proteiche, e presentate come piatto unico per cena o come un simpatico antipasto con cui stupire gli ospiti.

Per 2 persone:

  • 1 panetto di tofu al naturale
  • 2 pomodori secchi
  • un ciuffo di prezzemolo
  • un mazzetto di asparagi
  • 6 carciofini
  • 1 carota
  • 1 cucchiaio di olio e.v.o.
  • pepe
  • un pizzico di sale
  • due foglie di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
Per le crepes vegan

  • 90 gr di farina di ceci
  • 30 gr farina di riso
  • 200 ml latte di soia senza zucchero
  • 70ml acqua
  • 3 fiori di zucca
Innanzitutto, preparare la pastella per le crepes e far riposare una mezz’oretta.
Unire i fiori di zucca puliti, a listarelle o interi, come preferite.
Il fiore intero avrà un effetto particolare sul risultato finale.
Procedere con la pastella a cucchiaiate in un padellino antiaderente o sull’apposita piastra da crepes.
Intanto, frullare il tofu con i pomodori secchi, il basilico e un pizzico di pepe macinato fresco e tenere da parte la crema ottenuta.
Sbollentare 10 minuti i carciofini (puliti dalla barba interna e tenuti in acqua e limone una notte) insieme agli asparagi, privati della parte finale più dura del gambo.
Una volta raffreddate le verdure, possiamo procedere con l’assemblaggio del piatto.
Preparare in padella un piccolo soffritto con i gambi di prezzemolo, la carota e l’aglio tagliati finemente. Riempire i carciofini con la crema di tofu e posizionarli nel soffritto a testa in giù ad insaporire per qualche minuto.
Arrotolare gli asparagi a mazzetti nelle crepes come un mazzo di fiori, possibilmente mostrando il fiore di zucchina sul lato esterno.
Ed ecco un favoloso piatto primaverile. Buon appetito!


Seguite le nostre ricette anche su NaturLove
http://www.naturlove.it/crepes-vegan/


sabato 13 maggio 2017

ORZOTTO ALLE FRAGOLE



Era da un po’ che volevo provare questo piatto, sinceramente: un orzotto alle fragole, ovviamente in chiave vegan.
Spesso ho sentito persone entusiaste del gusto agrodolce del risotto alle fragole e ora che siamo nella stagione giusta, sono riuscita finalmente a cimentarmi. Ecco il risultato…
L’orzo dà quel tocco in più, meno dolce del riso e calloso come il farro. Beh devo dire che il risultato è proprio WOOOW

Ingredienti

  • 200 gr di orzo secco
  • 8 fragole
  • 1 scalogno
  • 1 yogurt di soia bianco senza zucchero
  • 10 mandorle
  • 1 cucchiaino di capperi
  • olio extravergine d’oliva
  • pepe
Ecco il procedimento per preparare l’orzotto alle fragole.
Far perdere un po’ d’acqua allo yogurt in un colino a maglia fitta e frullarlo con le mandorle, i capperi e un filo d’olio extravergine d’oliva, per creare una crema che metteremo da parte.
Cuocere l’orzo 15 minuti in acqua bollente salata.
Nel frattempo, tagliare finemente lo scalogno e soffriggere in padella con un filo d’olio.
Appena dorato, aggiungere l’orzo cotto e unire le fragole tagliate a dadini piccoli.
Lasciare asciugare e amalgamare il tutto e poi mantecare a fuoco spento con la crema di yogurt.
Servire caldo con lamelle di mandorle e una bella spolverata di pepe macinato fresco.

Buon appetito!

venerdì 5 maggio 2017

TROFIE AL LIMONE


TROFIE AL LIMONE



Il 5 aprile ho avuto il piacere di assistere all’evento ”A cena con Red e Chiara Canzian”, cena di presentazione del libro di ricette “Sano Vegano Italiano“.
Mi è rimasta impressa una considerazione del grande artista italiano, vegano da molti anni ormai.
Una foto, tra le sue slide di presentazione per il libro scritto a quattro mani con la bellissima figlia (green chef), riguardava i limoni.
Oltre a descriverne le innumerevoli proprietà e a raccontare al pubblico la propria personale benefica abitudine di berne il succo ogni mattina a digiuno, il suo pensiero era pressappoco questo: ”se Dio li ha fatti così belli, gialli e luminosi come il sole, ci sarà un motivo!”
Ora, chiamatela Natura, chiamatela Madre Terra o come preferite, io la penso allo stesso modo. Quando raccolgo i limoni dall’albero ho solo voglia di morderli e berne il succo fresco!
Si sente spesso dire che le cose semplici sono le più buone.
E credo proprio che più semplici e più buoni di questo piatto non ce ne siano.
Vi spiego allora come preparare delle buonissime e facilissime Trofie al limone.

Ingredienti

  • trofie
  • capperi
  • limone
  • prezzemolo
  • uno spicchio d’aglio
  • pepe
  • granella di mandorle
Far bollire 100 gr di trofie (per persona) in acqua bollente, salata con un cucchiaino di capperi sotto sale.
Nel frattempo, preparare un sughetto in padella con un filo d’olio, il succo di un limoneprezzemolo tritato e uno spicchio d’aglio privato dell’anima.
Scolare la pasta al dente e mantecarla con il succo di limone.
Servire con pepe, granella di mandorle e zest di limone, meglio ancora se bio e appena colti dall’albero (qual è stata la nostra grande fortuna!).
Un piatto freschissimo, brioso e gustoso.
Stupirete tutti, da provare.
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mercoledì 12 aprile 2017

Pasqualina


Sapevi che esiste una ricetta per la torta pasqualina vegana? Chi dice che bisogna per forza mangiare cibi con prodotti animali. I cibi vegani da preparare per Pasqua sono una goduria… e sono tantissimi!
Ma immaginate cosa potreste fare invece per Pasquetta!
L’effetto ”stupore” tra gli amici è assicurato! E nella compagnia c’è sempre qualche vegetariano che non ne può più di mangiare il contorno degli altri o le ormai inflazionate verdure grigliate…
Oggi vi proponiamo una pizza rustica tipica di questo periodo, da farcire con le erbette di stagione, semplice da preparare e buonissima, più leggera rispetto alla versione originale (forse!!)… la Pasqualina!
La nostra ricetta su NaturLove.

Ricetta per 10 persone

Per preparare la torta pasqualina vegana avrai bisogno di:
  • Pasta sfoglia veg 100% 2 dischi
  • 300 gr di ”stracotta” di soia o tofu al naturale
  • 200 gr di borragine (oppure spinaci, o bieta e cicoria,a seconda della disponibilità
  • pepe
  • noce moscata
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
PER LA RICOTTA
Preparare un paio di giorni prima la ”stracotta” di soia.
Far sobbollire 1 lt di latte di soia neutro senza zucchero e con una quantità di grassi pari a 2gr. Spegnere il fuoco e aggiungere un cucchiaio di aceto di mele, vedrete i fiocchi di latte venir su. Se non succede nulla, aggiungete altro aceto e rimettete sul fuoco, altrimenti fate raffreddare e poi filtrate con un colino ricoperto da un tovagliolo di cotone pulito. Sciacquare bene per togliere il sapore dell’aceto e poi lasciar scolare nelle fuscelle da ricotta.
Poi vi insegnerò un metodo più semplice e con 0 sprechi, ma quella è un’atra ricetta.
Questo è ancora il risultato migliore e più fedele.
L’alternativa più veloce è quella di sbriciolare un panetto di tofu.
Condire con salepepe e abbondante noce moscata.
PER LA SFOGLIA
  • un cucchiaino di curcuma
  • un pizzico di paprika
  • 200 gr farina integrale
  • una tazzina di olio e.v.o.
  • 100 ml di acqua a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
Per preparare la torta pasqualina vegana, impastare tutti gli ingredienti, versando a filo i liquidi per ottenere un panetto morbido ma non troppo umido. Far riposare in frigo.
Nel frattempo, far sfrigolare uno spicchio d’aglio in un filo d’olio. Aggiungere le verdure pulite e un bicchiere di acqua tiepida. Lasciar cuocere. Se necessario, aggiungere altra acqua. Scolare bene e far raffreddare.
Oleare una teglia da forno, ricoprire il fondo con po’ di pangrattato e stendere il primo disco di pasta, lasciandola fuoriuscire dai bordi.
Ora siamo pronti per farcire la sfoglia e comporre la torta rustica.
Porre sul fondo le verdure e poi ricoprire con la ”stracotta” abbondante.
Se volete, potete creare una cremina con due cucchiai di farina di ceci e acqua a filo e ricoprire la farcitura.
Ora stendiamo il secondo disco e chiudiamo la Pasqualina ripiegando la pasta in più.
Potete decorare con formine a tema o trecce di pasta.
Sbizzarritevi con la fantasia e buone feste!